Vivevamo confusi e distratti,

in fondo a una vita piena di interrogativi.

Spersi in un mondo inconoscibile,

incomprensibile, inaffrontabile.

Poi, una scintilla nel vuoto

e l’incendio divampa

inarrestabile, caldo, avvolgente.

Sussurri angelici nelle notti devastanti.

Arrivati a sera c’era solo una salvezza;

ci sedevamo stanchi, le nostre maschere alle ortiche.

Strappammo al mondo un pezzetto di vuoto cosmico,

un angolo di universo dove non essere altro che noi stessi

senza più remore, senza più finzioni.

Potevano disintegrarci l’anima

ma pazienti la ricostruivamo.

Eravamo (e siamo) le Penelope della notte.

Di giorno mostri disumanizzati sventrano il nostro io

e faticosamente lo ricostruiamo ogni sera.

Abbiamo trovato il nostro frammento,

un piccolo spazio dove non esistono finzioni,

dove non ne sentiamo il bisogno…

“Non ora, non qui…questo è un altro mondo, Lyly…possiamo…possiamo far finta che il resto non esista, solo per un po’? Niente battaglie, niente guerra…io sono solo un ragazzo stanco e tu solo una ragazza coi capelli rossi “