Mi sono innamorata.
O forse no.
Non lo so, di preciso,
so solo come è successo:
era una sera, un freddo cane, io che prendo l’aperitivo e parlo…e mia sorella che mi guarda e mi fa’ “ma non sei innamorata, no?”
E io rispondo “No, non credo”
E una vocina dentro di me che mi fa “brava, perché anche se fosse così negarlo a parole non lo rende vero nella realtà”;
e mi consolo così.
Che idiota.
Da quel momento mi ritrovo ossessionata da quella domanda, di continuo la voce di mia sorella nella testa che mi chiede “sei innamorata?”
E io che guardo e cerco una risposta.
Si.
No.
Boh.
Non lo so.
Mi piace ma…
MA.
Che senso ha questo ma?
Che senso ha questo “si”?
Lo capisco quando è troppo tardi, quando ormai non ha più senso dirlo (ammesso che ne abbia mai avuto uno).
E qual è la strategia migliore che trovo?
Tenerti a distanza, il più possibile.
Il che, per una come me, vuole dire cedere solo ogni tanto invece che ogni volta.
Che vigliaccata, mi vergogno di me
ma mi dico al contempo che non reggerei un altro crollo.
Cosa avrebbe fatto la vecchia me?
Nessuno di questi problemi, avrebbe sorriso a una sfida.
Dannazione, che odio, essere questa, ora.
Questa sciocca che ha bisogno di un sacco di parole per spiegare
ciò che era naturale.
Uffa.
Ha un senso l’istinto?
Hanno un senso le emozioni?
No.
Vorrei funzionare come una macchina, per passi logici
e invece funziono tutto il contrario.
Maledizione.
Mi vengono in mente quelle parole “il futuro”…
Quante dicotomie vedo nel futuro.
Vorrei spiegarle, ma è difficile.
E so che stanotte ho sognato e c’eri tu.
Non ricordo il sogno, ma so che era qualcosa di importante.
Il futuro…l’ho sognato così a lungo…e a te che sembri sempre avere tutte le risposte vorrei chiedere “ma quant’è lontano, ‘sto futuro? Quanto manca per arrivarci?”
Vorrei di nuovo poter dire “non tanto; seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino…”
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