– Vi prego, non ve ne andate – disse (…)

Si spostò a un’estremità del sedile e mi fece segno di sedermi accando a lei. (…)

– Era tanto tempo che non parlavo con qualcuno…noi siamo due estranei. Io non so chi siete, voi non sapete chi sono sono io. Eppure…a volte degli estranei scoprono di avere interessi comuni. Facciamo…facciamo conto di dimenticare consuetudini e formalità di presentazione. Vogliamo? –

Per qualche motivo, setii il mio cuore accelerare i battiti mentre lo diceva.

– Prego – risposi. – Un posto come questo è già una presentazione sufficiente. Ditemi, vivete qui? –

Per un attimo non rispose e io cominciai a temere di aver preso troppo alla lettera il suo suggerimento. (…)

– Stanotte sono venuta qui, non so perchè, magari soltanto perchè il cancello non era chiuso e qui dentro c’era questa quiete. Ora spero di non avervi tediato con le mie confidenze e con la storia della mia vita –

– Assolutamente no – risposi – Sono venuto qui per caso anch’io.(…) Sono uscito per una passeggiata notturna perchè volevo liberarmi la mente dai cattivi influssi di un libro che stavo leggendo –

Mi diede una strana risposta, una risposta che si discostava dal filo logico della conversazione, e che mi sembrò uno sfogo sfuggitole involontariamente.

– I libri – disse – hanno un grande potere. Possono imprigionare un uomo più delle mura d’ un carcere. –

Colse il mio sguardo perplesso a quella frase e aggiunse frettolosamente: – E’ strano che dovessimo incontrarci proprio qui – .

Per un istante non risposi. (…)

Le ore passavano, e tuttavia restavamo lì seduti a parlare, godendo della reciproca compagnia. Lei non si tolse mai il velo e, sebbene ardessi dal desiderio di vedere il suo viso, non osai chiederle di farlo.

C’era in lei un che di indefinibile che produceva in me una profonda sensazione di disagio.

Mancavano, credo, appena pochi istanti alle prime luci dell’alba, quando accadde. Se ci ripenso adesso, benchè circondato da oggetti e pensieri della vita di tutti i giorni, non è difficile capire il significato di quella visione. Ma in quel momento la mia mente era troppo confusa per poter comprendere.

 

da “Rivelazioni in Nero” – C.R. Jacobi